Il laboratorio estivo di teatro di figura a Silvano d'Orba ha iniziato i suoi lavori nell'anno 2001 ed a tutt'oggi rappresenta ancora sicuramente un'esperienza unica: un luogo dove si fa cultura divertendosi, un incontro fra bambini del paese e quelli che vengono in vacanza dalla città, animati da tanta voglia di stare insieme, condividere, giocare ed apprendere cose nuove.

Da sette anni ogni estate, nella prima quindicina di luglio un gruppo di 40-50 bambini dai 5 agli 11-12 anni aderisce a questo laboratorio teatrale dove per "fare i burattini" tutti vengono chiamati a dipingere, modellare, scrivere, recitare in un percorso di scoperta ricco e articolato in cui ognuno ritrova la propria strada nell'istinto di fare e di raccontare.

L'esperienza laboratoriale estiva sviluppa le capacità manuali dei bambini e rafforza in loro la consapevolezza di poterle esercitare autonomamente. Ma il loro legame con la materia e il colore non resta solo un fatto meramente funzionale, diventa anche luogo di condivisione di sogni e bisogni, un ponte attraverso il quale ci si incontra nella dimensione del gioco sensoriale.

Il gruppo dei burattinai iniziato con Elis Ferracini, Cristina Discacciati e poi Damiano Giambelli, si arricchisce ogni anno di nuovi coordinatori e assistenti: Giuseppe Buonofiglio, Swewa Schneider, Silvia Colombo.

La novità dell'edizione 2007 ha visto affiancarsi al gruppo anche Marta Marangoni esperta di giocoleria che quest'anno ha coinvolto i ragazzi "grandi" delle scuole medie creando uno spettacolo con numeri circensi e parti da attore, gli stessi ragazzi che per anni hanno frequentato il corso estivo.

I coordinatori-burattinai cercano in ogni edizione di offrire nuove possibilità espressive, utilizzando le diverse tecniche del teatro di animazione: sagome, ombre, burattini, pupazzi a bastone, pupazzi da parata, marotte, burattini a mano vera, tige e qualunque altro oggetto che possa servire a raccontare una storia. L'attività viene proposta sempre comunque come un prolungamento del gioco nell'ambito del fare, del creare, del raccontare il gioco, costruendo il racconto, i personaggi che lo animano e le scenografie.

E questa fantastica esperienza di sviluppare un processo artistico in tutte le sue fasi, induce nei bambini un senso di soddisfazione profonda verso il prodotto finito, il burattino, che spesso viene portano a casa durante l'inverno, animato per fratelli e cugini più piccoli continuando a raccontare le mille avventure in cui è stato protagonista e altre ancora che non abbiamo avuto il tempo di ascoltare.
E di questa isola felice nata quasi per caso, promossa dall'Associazione Amici dei burattini che da anni porta a Silvano d'Orba le migliori compagnie del teatro di


animazione italiano, il paese si è appropriato trasformandola in tradizione viva, sostenendola attivamente. Ciò che avviene per le strade, le corti e le piazze del paese durante questo periodo estivo vede coivolta un'intera comunità che diventa protagonista di un evento.

Molti sono infatti i genitori e volontari che si prodigano per il laboratorio estivo proseguendo poi anche tra le mura domestiche l'impegno nella ricerca di oggetti di scena, rifinitura dei costumi, lettura dei copioni per poi mischiarsi in mezzo al pubblico della sera finale e stupirsi di nuovo con entusiasmo del successo sempre maggiore di questa alchimia.

Il pubblico a Silvano d'Orba sempre disponibile a lasciarsi sorprendere, segue gli spettacoli con attenzione e si lascia anche "itinerare" per corti, piazze, angoli caratteristici perché sa che quando si abbassano le luci e comincia lo spettacolo, sarà protagonista di un'indimenticabile notte magica.

 

Ecco una breve cronologia dei laboratori estivi "I bambini incontrano il magico mondo dei burattini" e dei loro contenuti.
Dove non indicato specificamente, le storie degli spettacoli sono state o inventate dai coordinatori o costruite insieme ai bambini.

2001 "Buonanotte alle favole"
La prima edizione del laboratorio mette in scenaTecniche: tre episodi tratti dal famosissimo volume "Tante storie per giocare" di Gianni Rodari. Viene scelto questo libro proprio per permettere ai bambini di "personalizzare" la storia che stanno raccontando: ogni fiaba infatti prevede tre finali possibili tra cui i bambini devono scegliere quello che preferiscono. Si decide di iniziare questa esperienza con una tecnica di manipolazione classica come quella del burattino a guanto, che è anche il protagonista principale del Premio. Lo spettacolo risultante dal laboratorio con i bambini aprirà il festival, aggiungendo una serata in più al consueto cartellone dell' appuntamento estivo. Una scelta che ha voluto mettere al centro i bambini e che si è rivelata vincente fin dall'inizio diventando poi una tradizione consolidata che permane tuttora.
Tecnica: burattini in baracca
Coordinatori: Elis Ferracini e Cristina Discacciati

2002 "Il coniglio Serafino" e"tre allegri fantasmi"
Il secondo anno per allargare gli orizzonti e stimolare la creatività dei bimbi si decide di introdurre nel percorso delle altre tecniche del teatro d'animazione. Per quanto riguarda la drammaturgia ci si affida ancora a delle storie già esistenti: questa volta vengono usati due racconti originali per bambini scritti da Pupi Mazzucco. Il primo è "Il coniglio Serafino", una storia delicata e dura al tempo stesso che narra dell'amicizia tra un bambino e un coniglio, che subisce una tragica fine. Vista la vena poetica del testo, si associa subito la messinscena all'idea di utilizzare le ombre, non solo sotto forma di sagome ma anche con l'uso del corpo e con effetti di colori e forme ottenuti con la lavagna luminosa. Il secondo racconto dal titolo ".........." è invece più brillante e brioso e narra di un bonario scherzo perpetrato dal nipote del protagonista ai danni dello zio, che dal quel momento impara a prendere la vita con più allegria.
Tecniche: ombre e pupazzi da tavolo
Coordinatori: Elis Ferracini e Cristina Discacciati

2003 "La vera storia di Occhio Pino"
Al contrario di Pinocchio, che da burattino vuole diventare bambino, Occhio Giuseppe, detto Pino, incompreso e vessato dagli adulti, non vuole più essere un bambino. Un giorno nella piazza del paese vede uno spettacolo di burattini che rappresenta la storia di Pinocchio e pensa di avere trovato la soluzione: diventerà un burattino. Il suo desiderio si realizza per magia e si ritrova catapultato nella favola originale, alle prese con i personaggi di Collodi rivisitati dalla fantasia dei bambini, spesso stravolti e modernizzati.
Tecniche: burattini in baracca, pupazzi a mano vera, grandi pupazzi
Coordinatori: Elis Ferracini, Cristina Discacciati, Damiano Giambelli

2004 "Silvano dei Silvani"
Tre storie che prendono spunto dalla mitica figura del Silvano, o Uomo dei Boschi, che diventa protagonista di tre leggende che percorrono una storia inventata di Silvano d'Orba. Il Silvano incontra così uno stravagante santo eremita che sarà il fondatore del paese, aiuta un cavaliere a sconfiggere il solito drago che terrorizza il borgo ed infine, grazie alla capacità di comunicare con i pesci, salva il paese da una inondazione.
Per la prima volta lo spettacolo non si svolge solo nella Corte Padre Dioniso (conosciuta anche come "Piazzetta dei burattini" perché sede degli spettacoli del Premio) ma diventa itinerante per le vie del paese, con "luoghi deputati" e parate che guidano il pubblico da una scena all'altra.
Tecniche: maschere, drago cinese, sagome su bacchette, pupazzi da parata, attori
Coordinatori: Elis Ferracini, Cristina Discacciati e Damiano Giambelli
Assistente: Giuseppe Buonofiglio, attore

2005 "Quattro passi per Silvano"
In questa edizione non è lo spettacolo ad essere itinerante ma bensì il pubblico: in quattro angoli caratteristici del paese, cortili o piazzette, vengono rappresentate quattro storie diverse ma con un unico filo conduttore: le differenti possibilità espressive del teatro di animazione nelle sue diverse forme. I partecipanti vengono suddivisi per fasce d'età: il gruppo dei più piccoli mette in scena la storia di una bambina balinese che viaggia con un burattinaio; i bambini di età media rappresentano la leggenda di una bizzosa imperatrice cinese che sarà poi all'origine del teatro d'ombre; un altro gruppo di racconta la storia di un vecchio marionettista salvato dal freddo dalle sue stesse marionette; mentre i bambini più grandi mettono in scena l'incontro di una bambina con una compagnia di pupi siciliani, che prendono vita durante una notte magica. Ogni gruppo ripete il proprio spettacolo due volte, in modo da dare la possibilità al pubblico di vedere almeno due spettacoli. Le storie sono tratte da libri per bambini. A seguito di un progetto formativo avviatosi in primavera, si sviluppa una collaborazione con i Servizi Sociali del territorio che porta alla partecipazione diretta al progetto di un gruppo di educatrici.
Tecniche: burattini, marionette da tavolo, pupi, ombre, attori
Coordinatori: Elis Ferracini, Cristina Discacciati, Damiano Giambelli, Giuseppe Buonofiglio
Assistenti:Silvia Colombo, burattinaia Swewa Schneider, attrice ed esperta di teatro ragazzi
Le operatrici della ASL di Ovada
- settore servizi sociali: Maria Virginia Benzo, Nicoletta Olivieri, Milena Bassini, più il volontario Paolo Magliulo

2006 "Per caso per case"
Si ripete l'esperienza del "pubblico itinerante", ma questa volta il tema comune di tutti gli spettacoli è "la casa". Ogni bambino infatti durante il laboratorio costruisce una casa a partire da uno scatolone di cartone, inventando anche chi è il suo abitante e costruendone il burattino. A partire dalle caratteristiche di ogni personaggio e di ogni casa si costruiscono quindi quattro storie riferite ad altrettanti paesi, che vedono intrecciarsi le vite dei loro abitanti, alle prese con dittatori, alieni, faide tra famiglie e streghe. Il tema portante del lavoro drammaturgico è l'idea di comunità vista con gli occhi dei bambini, e come questi vorrebbero che essa risolvesse le proprie controversie. Le case di cartone sono esse stesse teatrino, scenografia, paesaggio, dentro e dietro il quale agiscono i burattini.
Il gruppo dei più grandi, oltre a mettere in scena una loro storia, fa anche da "guida" al pubblico da uno spazio scenico all'altro: le loro case-teatrino sono mobili perchè montate al di sopra della testa del burattinaio per mezzo di una sorta di zaino. I burattini dei grandi sono a bacchetta, mossi da sotto, ed entrano ed escono a piacimento dalle case, mentre gli animatori sono a vista e interagiscono a volte con il pubblico.
A questa edizione del laboratorio si aggiungono al consueto numero oltre venti bambini del centro estivo organizzato dai Servizi Sociali di Ovada accompagnati dalle loro educatrici
Tecniche: burattini a guanto, burattini a bacchetta
Coordinatori: Elis Ferracini, Cristina Discacciati, Giuseppe Buonofiglio
Assistenti:
Laura Rocco, burattinaia
Swewa Schneider

Educatrici ASL Ovada: Maria Virginia Benzo, Nicoletta Olivieri, Milena Bassini

2007 "Ad occhi aperti"
Che cosa sognano, che cosa desiderano i bambini? A queste domande apparentemente semplici si cerca di dare risposta partendo da tre spunti principali, collegati appunto al tema dei desideri ed alla loro realizzazione: la Lampada di Aladino, la Bacchetta Magica e il Sogno nel Cassetto. Ma sembra che la Lampada non sempre funzioni come si vorrebbe e, soprattutto, ciò che relizza si risolve in una bolla di sapone. La fata con la sua bacchetta magica, del resto, risulta essere piuttosto volubile e soggetta alle leggi del mercato. Il sogno nel cassetto, forse, rimane l'unica cosa un pò concreta ma... alla fine tutti capiscono che se si vuole davvero realizzare i propri desideri bisogna mettersi insieme agli altri e che "il futuro appartiene a chi crede davvero nella bellezza dei sogni". Novità di questa edizione è l'affiancarsi all'ormai tradizionale laboratorio di burattini di un laboratorio di giocoleria, rivolto alla utenze dei più grandi, che frequentano le scuole medie. Sarà il gruppo dei "giocolieri" a fare da tratto di unione tra le diverse scene dello spettacolo, non solo con i numeri circensi ma anche con parti d'attore.
Tecniche: sagome a bacchetta, pupazzi a mano vera, giocoleria, attori
Coordinatori: Elis Ferracini, Cristina Discacciati, Damiano Giambelli, Giuseppe Buonofiglio
Esperta di giocoleria:
Marta Marangoni

 

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