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La novità
dell'edizione 2007 ha visto affiancarsi al gruppo
anche Marta Marangoni esperta di giocoleria che
quest'anno ha coinvolto i ragazzi "grandi" delle
scuole medie creando uno spettacolo con numeri
circensi e parti da attore, gli stessi ragazzi che
per anni hanno frequentato il corso estivo.
I coordinatori-burattinai
cercano in ogni edizione di offrire nuove
possibilità espressive, utilizzando le
diverse tecniche del teatro di animazione: sagome,
ombre, burattini, pupazzi a bastone, pupazzi da
parata, marotte, burattini a mano vera, tige e
qualunque altro oggetto che possa servire a
raccontare una storia. L'attività viene
proposta sempre comunque come un prolungamento del
gioco nell'ambito del fare, del creare, del
raccontare il gioco, costruendo il racconto, i
personaggi che lo animano e le scenografie.
E questa fantastica
esperienza di sviluppare un processo artistico in
tutte le sue fasi, induce nei bambini un senso di
soddisfazione profonda verso il prodotto finito, il
burattino, che spesso viene portano a casa durante
l'inverno, animato per fratelli e cugini più
piccoli continuando a raccontare le mille avventure
in cui è stato protagonista e altre ancora
che non abbiamo avuto il tempo di ascoltare.
E di questa isola felice nata quasi per caso,
promossa dall'Associazione Amici dei burattini che
da anni porta a Silvano d'Orba le migliori
compagnie del teatro di
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animazione italiano,
il paese si è appropriato
trasformandola in tradizione viva,
sostenendola attivamente. Ciò che
avviene per le strade, le corti e le
piazze del paese durante questo periodo
estivo vede coivolta un'intera
comunità che diventa protagonista
di un evento.
Molti sono
infatti i genitori e volontari che si
prodigano per il laboratorio estivo
proseguendo poi anche tra le mura
domestiche l'impegno nella ricerca di
oggetti di scena, rifinitura dei costumi,
lettura dei copioni per poi mischiarsi in
mezzo al pubblico della sera finale e
stupirsi di nuovo con entusiasmo del
successo sempre maggiore di questa
alchimia.
Il pubblico a
Silvano d'Orba sempre disponibile a
lasciarsi sorprendere, segue gli
spettacoli con attenzione e si lascia
anche "itinerare" per corti, piazze,
angoli caratteristici perché sa che
quando si abbassano le luci e comincia lo
spettacolo, sarà protagonista di
un'indimenticabile notte
magica.
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Ecco una breve cronologia
dei laboratori estivi "I bambini incontrano il
magico mondo dei burattini" e dei loro
contenuti.
Dove non indicato specificamente, le storie degli
spettacoli sono state o inventate dai coordinatori
o costruite insieme ai bambini.
2001 "Buonanotte alle
favole"
La prima edizione del laboratorio mette in
scenaTecniche: tre episodi tratti dal famosissimo
volume "Tante storie per giocare" di Gianni Rodari.
Viene scelto questo libro proprio per permettere ai
bambini di "personalizzare" la storia che stanno
raccontando: ogni fiaba infatti prevede tre finali
possibili tra cui i bambini devono scegliere quello
che preferiscono. Si decide di iniziare questa
esperienza con una tecnica di manipolazione
classica come quella del burattino a guanto, che
è anche il protagonista principale del
Premio. Lo spettacolo risultante dal laboratorio
con i bambini aprirà il festival,
aggiungendo una serata in più al consueto
cartellone dell' appuntamento estivo. Una scelta
che ha voluto mettere al centro i bambini e che si
è rivelata vincente fin dall'inizio
diventando poi una tradizione consolidata che
permane tuttora.
Tecnica: burattini in baracca
Coordinatori: Elis Ferracini e Cristina
Discacciati
2002 "Il coniglio
Serafino" e"tre allegri
fantasmi"
Il secondo anno per allargare gli orizzonti e
stimolare la creatività dei bimbi si decide
di introdurre nel percorso delle altre tecniche del
teatro d'animazione. Per quanto riguarda la
drammaturgia ci si affida ancora a delle storie
già esistenti: questa volta vengono usati
due racconti originali per bambini scritti da Pupi
Mazzucco. Il primo è "Il coniglio Serafino",
una storia delicata e dura al tempo stesso che
narra dell'amicizia tra un bambino e un coniglio,
che subisce una tragica fine. Vista la vena poetica
del testo, si associa subito la messinscena
all'idea di utilizzare le ombre, non solo sotto
forma di sagome ma anche con l'uso del corpo e con
effetti di colori e forme ottenuti con la lavagna
luminosa. Il secondo racconto dal titolo
".........." è invece più brillante e
brioso e narra di un bonario scherzo perpetrato dal
nipote del protagonista ai danni dello zio, che dal
quel momento impara a prendere la vita con
più allegria.
Tecniche: ombre e pupazzi da tavolo
Coordinatori: Elis Ferracini e Cristina
Discacciati
2003 "La vera storia di
Occhio
Pino"
Al contrario di Pinocchio, che da burattino
vuole diventare bambino, Occhio Giuseppe, detto
Pino, incompreso e vessato dagli adulti, non vuole
più essere un bambino. Un giorno nella
piazza del paese vede uno spettacolo di burattini
che rappresenta la storia di Pinocchio e pensa di
avere trovato la soluzione: diventerà un
burattino. Il suo desiderio si realizza per magia e
si ritrova catapultato nella favola originale, alle
prese con i personaggi di Collodi rivisitati dalla
fantasia dei bambini, spesso stravolti e
modernizzati.
Tecniche: burattini in baracca, pupazzi a
mano vera, grandi pupazzi
Coordinatori: Elis Ferracini, Cristina
Discacciati, Damiano Giambelli
2004 "Silvano dei
Silvani"
Tre storie che prendono spunto dalla mitica
figura del Silvano, o Uomo dei Boschi, che diventa
protagonista di tre leggende che percorrono una
storia inventata di Silvano d'Orba. Il Silvano
incontra così uno stravagante santo eremita
che sarà il fondatore del paese, aiuta un
cavaliere a sconfiggere il solito drago che
terrorizza il borgo ed infine, grazie alla
capacità di comunicare con i pesci, salva il
paese da una inondazione.
Per la prima volta lo spettacolo non si svolge solo
nella Corte Padre Dioniso (conosciuta anche come
"Piazzetta dei burattini" perché sede degli
spettacoli del Premio) ma diventa itinerante per le
vie del paese, con "luoghi deputati" e parate che
guidano il pubblico da una scena all'altra.
Tecniche: maschere, drago cinese, sagome su
bacchette, pupazzi da parata, attori
Coordinatori: Elis Ferracini, Cristina
Discacciati e Damiano Giambelli
Assistente: Giuseppe Buonofiglio,
attore


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2005 "Quattro passi per
Silvano"
In questa edizione non è lo spettacolo
ad essere itinerante ma bensì il pubblico:
in quattro angoli caratteristici del paese, cortili
o piazzette, vengono rappresentate quattro storie
diverse ma con un unico filo conduttore: le
differenti possibilità espressive del teatro
di animazione nelle sue diverse forme. I
partecipanti vengono suddivisi per fasce
d'età: il gruppo dei più piccoli
mette in scena la storia di una bambina balinese
che viaggia con un burattinaio; i bambini di
età media rappresentano la leggenda di una
bizzosa imperatrice cinese che sarà poi
all'origine del teatro d'ombre; un altro gruppo di
racconta la storia di un vecchio marionettista
salvato dal freddo dalle sue stesse marionette;
mentre i bambini più grandi mettono in scena
l'incontro di una bambina con una compagnia di pupi
siciliani, che prendono vita durante una notte
magica. Ogni gruppo ripete il proprio spettacolo
due volte, in modo da dare la possibilità al
pubblico di vedere almeno due spettacoli. Le storie
sono tratte da libri per bambini. A seguito di un
progetto formativo avviatosi in primavera, si
sviluppa una collaborazione con i Servizi Sociali
del territorio che porta alla partecipazione
diretta al progetto di un gruppo di educatrici.
Tecniche: burattini, marionette da tavolo,
pupi, ombre, attori
Coordinatori: Elis Ferracini, Cristina
Discacciati, Damiano Giambelli, Giuseppe
Buonofiglio
Assistenti:Silvia Colombo, burattinaia Swewa
Schneider, attrice ed esperta di teatro ragazzi
Le operatrici della ASL di Ovada - settore
servizi sociali: Maria Virginia Benzo, Nicoletta
Olivieri, Milena Bassini, più il volontario
Paolo Magliulo
2006 "Per caso per
case"
Si ripete l'esperienza del "pubblico
itinerante", ma questa volta il tema comune di
tutti gli spettacoli è "la casa". Ogni
bambino infatti durante il laboratorio costruisce
una casa a partire da uno scatolone di cartone,
inventando anche chi è il suo abitante e
costruendone il burattino. A partire dalle
caratteristiche di ogni personaggio e di ogni casa
si costruiscono quindi quattro storie riferite ad
altrettanti paesi, che vedono intrecciarsi le vite
dei loro abitanti, alle prese con dittatori,
alieni, faide tra famiglie e streghe. Il tema
portante del lavoro drammaturgico è l'idea
di comunità vista con gli occhi dei bambini,
e come questi vorrebbero che essa risolvesse le
proprie controversie. Le case di cartone sono esse
stesse teatrino, scenografia, paesaggio, dentro e
dietro il quale agiscono i burattini.
Il gruppo dei più grandi, oltre a mettere in
scena una loro storia, fa anche da "guida" al
pubblico da uno spazio scenico all'altro: le loro
case-teatrino sono mobili perchè montate al
di sopra della testa del burattinaio per mezzo di
una sorta di zaino. I burattini dei grandi sono a
bacchetta, mossi da sotto, ed entrano ed escono a
piacimento dalle case, mentre gli animatori sono a
vista e interagiscono a volte con il pubblico.
A questa edizione del laboratorio si aggiungono al
consueto numero oltre venti bambini del centro
estivo organizzato dai Servizi Sociali di Ovada
accompagnati dalle loro educatrici
Tecniche: burattini a guanto, burattini a
bacchetta
Coordinatori: Elis Ferracini, Cristina
Discacciati, Giuseppe Buonofiglio
Assistenti: Laura Rocco, burattinaia
Swewa Schneider
Educatrici ASL Ovada: Maria Virginia
Benzo, Nicoletta Olivieri, Milena
Bassini

2007 "Ad occhi
aperti"
Che cosa sognano, che cosa desiderano i
bambini? A queste domande apparentemente semplici
si cerca di dare risposta partendo da tre spunti
principali, collegati appunto al tema dei desideri
ed alla loro realizzazione: la Lampada di Aladino,
la Bacchetta Magica e il Sogno nel Cassetto. Ma
sembra che la Lampada non sempre funzioni come si
vorrebbe e, soprattutto, ciò che relizza si
risolve in una bolla di sapone. La fata con la sua
bacchetta magica, del resto, risulta essere
piuttosto volubile e soggetta alle leggi del
mercato. Il sogno nel cassetto, forse, rimane
l'unica cosa un pò concreta ma... alla fine
tutti capiscono che se si vuole davvero realizzare
i propri desideri bisogna mettersi insieme agli
altri e che "il futuro appartiene a chi crede
davvero nella bellezza dei sogni". Novità di
questa edizione è l'affiancarsi all'ormai
tradizionale laboratorio di burattini di un
laboratorio di giocoleria, rivolto alla utenze dei
più grandi, che frequentano le scuole medie.
Sarà il gruppo dei "giocolieri" a fare da
tratto di unione tra le diverse scene dello
spettacolo, non solo con i numeri circensi ma anche
con parti d'attore.
Tecniche: sagome a bacchetta, pupazzi a mano
vera, giocoleria, attori
Coordinatori: Elis Ferracini, Cristina
Discacciati, Damiano Giambelli, Giuseppe
Buonofiglio
Esperta di giocoleria: Marta Marangoni

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